Il 6 dicembre ho avuto la fortuna di conoscere Bruno Tognolini e di seguire una sua lezione su rime e filastrocche, sul suono e sul senso che le fanno volare, ma solo se ben equilibrati. Ne ho ascoltate di bellissime, recitate a memoria. E mi sono divertito nel vedere Tognolini rappare a modo suo l’inizio della Divina Commedia e farci poi ascoltare Frankie Hi Nrg srotolare ad arte una filastrocca tramandata dalla tradizione siciliana.
Ascoltando quelle parole rimate e rappate, ho ricevuto un regalo, uno di quei regali che di tanto in tanto il Tempo (con la T maiuscola) ti fa, prendendoti alla sprovvista: ho connesso due punti di una stessa linea. Apparentemente distanti. Apparentemente difficili da congiungere.
Ecco, il primo genere musicale che ho iniziato ad ascoltare, a sedici anni, è stato il rap afro-americano. Me ne sono appassionato così tanto da farmi venire la strampalata idea di condurre un programma radiofonico in una radio locale. Ascoltavo e riascoltavo i Public Enemy, gruppo new yorkese considerato radicale: un rap carico di contenuti sociali e storytelling.
Dopo più di dieci anni, dopo esser partito dai Public Enemy, mi ritrovo a raccontare storie (e a recitare filastrocche in rima) ai bambini delle scuole elementari.
Due punti sulla stessa linea. Di sicuro non retta, ondulata e piena di ghirigori. Ma due punti che, forse per la prima volta, ho unito.
Quindi: cosa c’entra il rap dei Public Enemy (il nome, Nemico Pubblico, fa paura) con i bambini?
C’entra, secondo me.
I bambini raccontano tante storie.
I bambini sono curiosi e spesso rivendicano. Vogliono capire e non accettano, giustamente, che gli venga detto “un giorno capirai”. Vogliono capire subito, perché ne sono capaci.
I bambini sanno essere felici. E non c’è niente di più radicale.
I bambini hanno senso del ritmo, del ballo. Sanno farsi travolgere.
Nel mio girovagare, ho incontrato più volte bambini che rappano in modo naturale e spontaneo le filastrocche: il ricordo più sorprendente a Termoli, Farouk, un talento naturale, sapeva istintivamente dove mettere l’accento.
E allora sono grato a Bruno Tognolini e sono contento di leggere, in questi giorni, le sue filastrocche (che libro bello e importante che è “Topo Dopo Topo”!) e di lasciarmi ispirare per i miei prossimi incontri con le classi.

Poster Lapo RapperMaestri di rime
come Bruno
ce n’è solo uno!
O forse siamo in tanti
a trasformar le parole
in dipinti?

Di filastrocche siam golosi
e per giunta generosi
cuciniamo tortellini
e leggiamo Tognolini!

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