Mentre “A scuola” esce in libreria (dal 10 settembre 2014), questa è l’intervista rilasciata al quotidiano “Il Garantista della Calabria”.

Storia di una Matita su Il Garantista della Calabria

Storia di una Matita su “Il Garantista della Calabria” – 29 Giugno 2014

Come mai hai deciso di scrivere storie per parlare ai bambini?

Inizialmente non è stata una vera e propria decisione. Nel 2010 frequentavo una scuola di scrittura a Torino e uno dei miei professori mi disse: “Bello questo racconto! Secondo me, è narrativa per ragazzi”. Non era mia intenzione, ma da quel momento ho iniziato a scrivere pensando ai bambini come possibili lettori. Ma in fondo credo che i tratti caratteristici della mia scrittura, come la semplicità del linguaggio, i giochi di parole e la fantasia un po’ visionaria non dovrebbero essere ad “uso” esclusivo dei bambini.

Durante il Tour della Matita hai incontrato moltissimi bambini. Com’è dialogare con loro?

Ci siamo scambiati idee, sincerità, energia. Ma soprattutto, ci siamo divertiti! È importate per loro incontrare un autore. Come sosteneva Rodari, “è una pagina scritta che diventa persona viva: è stimolante e insolito.”

Per quel che posso ed entro certo limiti, cerco di farli sentire liberi. Ad esempio, nell’uso della lingua: i bambini non devono percepirla solo come un insieme di regole, ma anche come fonte di libertà. In uno dei tanti incontri, in Puglia, ho riletto ai bambini una parte del libro, concludendo con la frase: “…la città era ormai piena di ghirigori”. Mi sono fermato, ho visto la classe un po’ stranita e ho chiesto: “Qualcuno di voi sa cosa sono i ghirigori?” Dopo qualche secondo, un bambino ha gridato: “Io sì! I calci ghirigori!”. La maestra lo ha subito sgridato, ma per me è stato uno spunto importante. La libertà prevede errori, e gli errori fanno crescere e nutrono la fantasia (prendete ad esempio “Il libro degli errori”).

Infine, quando ho l’opportunità di fare un percorso più lungo con i bambini, cerco di stimolarli anche riguardo agli spazi che vivono: l’aula, la scuola, la città.

Come hai convinto Rizzoli ad accompagnarti in questo progetto?

Ho inviato il romanzo e dopo due mesi mi hanno contattato, comunicandomi che volevano pubblicarlo.

Giungere all’ottava ristampa, in un periodo non facile per l’editoria come quello attuale, è un successo non da poco. Te lo aspettavi?

Inizialmente no. Non avevo idea di come potessero reagire i bambini, leggendo il libro. È stata una scoperta. Così come non avevo programmato di fare tanti incontri, ma la trama attirava, la lettura coinvolgeva e ho capito che bisognava inoltrarsi in un cammino che finora mi ha riservato piacevoli sorprese.

Progetti futuri?

Il 10 settembre 2014, sempre per Rizzoli, uscirà il nuovo libro, “A scuola”, che è anche la continuazione di “Storia di una matita”. Lapo continua la sua avventura ritrovandosi a fare il maestro d’arte con una classe molto particolare.

Lapo_Maestro

Il maestro Lapo

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