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Ecco l’intervista rilasciata a FattoreFamiglia in occasione dell’iniziativa a Scampia

Si è recentemente svolto il primo festival di letteratura per ragazzi a Scampia, lo Scampia Storytelling, organizzato dall’Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi da un’idea di Rosa Tiziana Bruno.  Il 28 e 29 novembre il quartiere è diventato un’officina di narrazione all’interno della quale scrittori e ragazzi si sono incontrati nelle scuole e anche nei centri di aggregazione giovanile come il Centro Hurtado e il CentroInsieme. Tra gli scrittori e autori intervenuti al progetto anche Michele D’Ignazio, autore e inventore di Storia di una matita, che ci ha raccontato in questa intervista le sue riflessioni sulla recente esperienza e ci ha regalato alcuni suggerimenti interessanti per chi volesse intraprendere la via della narrazione per ragazzi.

Nelle foto che documentano il tuo intervento all’iniziativa, ti si vede con un grosso valigione e circondato da ragazzi. Raccontaci come hai impostato il tuo intervento e qual è stata l’accoglienza dei ragazzi. Quali letture e narrazioni hai proposto?
Porto sempre con me un’antica valigia, che ha ormai più di 50 anni, regalatami da mio nonno. Dentro ci sono tante sorprese: matitone in legno grezzo, matite snodabili, la matita con il seme dentro che quando finisce la mina, si semina. E poi i disegni dei bambini, timbri e, ovviamente, le avventure di Lapo, contenute nei due libri che ho pubblicato.
Il gruppo di bambini aveva un’età varia: ce n’erano di più piccoli, intorno ai 4/5 anni, e altri che ne avevano 10/11. La prima parte inevitabilmente è stata dedicata all’apertura della valigia, presa d’assalto dai più piccoli, e alla scoperta di tutto ciò che c’è dentro. La seconda parte alla lettura dell’inizio di “Storia di una matita”. Solitamente sono io che leggo, coinvolgendo i bambini, ma subito Luana, una ragazzina di 11 anni, mi ha spiazzato chiedendomi di leggere. Ne aveva una gran voglia e alla fine dell’incontro mi ha chiesto se sarei tornato l’indomani. È una cosa bella da sentirsi dire. Le ho risposto che sarei tornato, anche se non domani. Mi ha chiesto di prestarle il libro e cercava quasi una giustificazione “Anche mia madre legge…”. Io le ho regalato una copia, strappandole la promessa di scrivermi quando lo avrà letto. Il suo sguardo luminoso mi ha profondamente colpito.

Pensi che libri e storie possano fattivamente sfidare la supremazia e invadenza degli smartphone e dei social network nella vita quotidiana dei ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa?
Senz’altro. I libri hanno una magia: esaltano e valorizzano l’immaginazione, un’arte feconda, che ci fa capire i tanti punti di vista, le tante vite possibili, ci spinge a vedere il mondo con occhi diversi, immaginando ciò che non c’è, ma potrebbe esserci.
Vanno però scoperti ed esplorati. E ci vuole tempo. Sicuramente una società molto veloce che privilegia esperienze e comunicazioni rapide con risultati apparentemente immediati rende più difficile, per i bambini ma anche per i grandi, questa scoperta. I libri servono anche a questo, a riscoprire il sapore del tempo.

Tu sei l’inventore – autore di Storia di una matita. Ci racconti come e perché sei diventato uno scrittore per ragazzi? Quali i suggerimenti per chi volesse intraprendere questa via narrativa?
Nel 2010 ho frequentato una scuola di scrittura e uno dei miei professori mi disse: “Bello questo racconto! Secondo me, è narrativa per ragazzi”. Non era mia intenzione, ma da quel momento ho iniziato a scrivere pensando ai bambini come possibili lettori. Ma in fondo credo che i tratti caratteristici della mia scrittura, come la semplicità del linguaggio, i giochi di parole e la fantasia un po’ visionaria non dovrebbero essere ad “uso” esclusivo dei bambini.
Suggerimenti? Saper ascoltare, saper esplorare il mondo, coltivare la meraviglia, avere qualcosa da dire e esser mosso da sentimenti sinceri. Ecco, la sincerità, soprattutto. I bambini sanno riconoscerla e sanno apprezzarla. E anche tutti gli adulti dovrebbero.

Uno degli obiettivi dell’iniziativa è di creare e consolidare una rete di storie tra i bambini di tutto il mondo: avete parlato anche di questo aspetto durante il tuo intervento? Se si, come si percepiscono rispetto al mondo che li circonda i ragazzi che hanno partecipato?
Il progetto Scampia Storytelling ha due obiettivi: continuità e internazionalizzazione. Questa era la prima edizione, un incipit, e si è voluto dare molta importanza al territorio e alle persone di Scampia, ma nelle prossime, considerati gli ottimi risultati e la bella accoglienza, sono sicuro che si allargherà la partecipazione, sia tra gli scrittori che tra gli abitanti, rafforzando anche il gemellaggio con Rio de Janeiro e altre realtà del mondo.

Scampia

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