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Dopo il successo dello spettacolo di narrazione e burattini di “Storia di una matita”, arriva un nuovo capitolo che ha come protagonista il giovane Lapo, che si trasforma in matita. Un nuovo divertente spettacolo in cui si riflette sulla creatività e l’arte di insegnare, senza mai smettere di avere sogni e sorridere. Tratto dal nuovo romanzo di  Michele D’Ignazio, edito da Rizzoli e già arrivato alla terza ristampa, con burattini e marchingegni della Compagnia Angelo Aiello.

Durata: 60 minuti

Età consigliata: 5 – 10 anni

Info:  storiadiunamatita@gmail.com

Per scaricare la scheda cliccare qui: Scheda_informativa_Una_Matita_A_Scuola

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Michele D'Ignazio - A scuola (Rizzoli, 2014)

Titolo: Storia di una matita. A scuola Autore:Michele D’Ignazio Editore: Rizzoli Pagine: 144 Anno di pubblicazione: 2014 – 3a ristampa: Dicembre 2016

Prezzo di copertina: 8,90 €

Lapo diventa supplente d’arte in una scuola elementare e si ritrova con una classe speciale di soli otto alunni, ma ognuno fatto a modo suo: c’è Paolo che pensa solo al calcio, Pamela che parla poco, Tommaso che ha paura di tutto e si mette le dita nel naso… E poi ancora Sabrina, Dario, Matilde, Carla e Filippo. Anche Lapo, però, è un maestro particolare, che non assomiglia molto agli altri insegnanti. Lui i bambini li fa disegnare sul cemento del cortile, li ascolta, li porta al lago e, in barba a compiti e programmi, li incoraggia a creare mondi nuovi dove il confine fra realtà e immaginazione si fa molto ma molto sottile… Una nuova avventura del buffo Lapo, per i tanti lettori che si sono appassionati a Storia di una matita, ma anche per tutti quelli che non lo conoscono ancora.

 

 

 

 

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Ecco due estratti dallo spettacolo:

“Tutti tornarono in classe e il maestro Lapo raccontò la storia del pittore Pollock, che si era inventato un modo di dipingere tutto suo: stendeva la tela per terra e lanciava schizzi di colore. Veri e propri capolavori esplosivi. La tecnica piacque così tanto alla classe che vollero sperimentarla. Allora spostarono i banchi lungo le pareti e crearono un grande spazio dove posarono un foglio di carta gigantesco. Lapo distribuì pennelli e tavolozze e partirono le gocce. Piano piano, una dopo l’altra. Ma era solo l’inizio di una bufera. Le gocce di colore si infittirono, la tela si riempiva. E non solo… Le macchie di colore finirono sulle pareti, sui vestiti, sulla cattedra, sull’armadietto, tra i libri della piccola biblioteca, sulla finestra, sopra le sedie, i banchi, lo stendiabiti, la porta. Dappertutto! Quando suonò la campanella, nessuno la sentì. Ma dovettero fermarsi, i genitori aspettavano al cancello. Era l’unica classe rimasta a scuola e, senza accorgersene, ne avevano combinato un’altra…”

Dalla matita di Sabrina venne fuori una ballerina,
mentre Paolo era stato tutto il tempo a temperare
e senza accorgersene aveva fatto un cerchio perfettamente circolare.
Allora Tommaso ci aveva disegnato dentro due occhi ed un naso.
Matilde disegnò una sirena…
e Filippo una carota gialla
Pamela aggiunse le ali
e divenne una farfalla
Infine Carla disegnò un fiore
e Dario ci aggiunse qualche macchia di colore…

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