L’albero di matite
(filastrocca ispirata a “Storia di una matita. A casa“, Rizzoli 2018)

Era un giorno di sole
e in un piccolo paese di mare
si fece una scoperta sensazionale

Spuntò improvviso un alberoCopertina Storia di una matita. A casa
con un tronco alto
una chioma folta
dei rami forti
ma con dei frutti
che lasciarono tutti
ma proprio tutti
a bocca aperta

Non era un pero o un melo
e neanche una mimosa o una vite
ma un bell’albero di matite

Ce n’eran di gialle
di belle
e alcune sembravan delle stelle

Ce n’erano di rosse
di grosse
e alcune avevan la tosse

Ce n’era di blu
or su!
E pendevano con la punta in giùAlbero di matite (2)

I cittadini di quel piccolo paese
non potevano credere alla loro vista
e di tante ipotesi fecero una lista

Sarà mica uno strano esperimento
che ci farà prendere un bello spavento?
Magari opera di scienziati imprudenti
che fan cadere tutti i denti?

Sarà mica una nuova politica del governo
che vuol regalare tante matite per ogni quaderno?
O l’errore di un contadino
che ha bevuto troppo vino?

No, forse da solo deve essere nato
essendo questa terra ricca di grafite
che è il minerale di cui sono fatte le matite

“E comunque l’albero va abbattuto!”
Tuonò il sindaco, sempre più cocciuto
“I suoi frutti non son buoni per mangiare
e qui tutti abbiamo figli da sfamare!”

“Sì, ma con le matite si può disegnare!”
gridò una bambina, a cui nessuno fece caso.
Venne anzi presa per ficcanaso!

“Cara bambina, queste sono questioni importantiAlbero di Matite (Michele D'Ignazio)
Come quella volta in cui ci fu l’invasione degli elefanti.
È a noi grandi che la decisione spetta
e dobbiamo fare pure in fretta
i nostri uffici son rimasti vuoti
e così rischiamo di perder voti.
Salta in sella alla tua bici
Mentre noi dell’albero tiriamo le radici”

E quando il sindaco chiamò il trattore
gli occhi della bambina si riempirono di dolore
Ma quando il potente mezzo attaccò
nessuna foglia si staccò

E così ruspando
arrivò una ruspa
sembrava destinata a scatenar una tempesta
ma il guidatore era piccolo e simpatico
e al grande albero di matite
fece solo un po’ di solletico

E neanche una potente sega elettrica
il tronco riuscì a scalfire
e tra i grandi nessuno poteva capire

Il maestoso albero di matite
non poteva essere sradicato
perché nel cuore della bambina
era ormai cresciuto

I pensieri nella sua mente
facevano il tronco resistente
il respiro tra le sue narici
dava forza alle radici
e le sue tante idee
eran belle e rare come orchidee

La sua testa era una gran festa
e nessuno, neanche il sindaco
avrebbe potuto dire “Basta!”

Perché la bambina era ormai lontana
felice, con i suoi tanti amici
e rincorrevano l’aria con le loro bici

Scarica la scheda didattica relativa al libro “Storia di una matita. A casa”