Solo alcune delle tante riscritture & scarabbocchiature pensate dai bambini!
Un grazie speciale alla maestra Rina

Sentì qualcuno bussare alla porta. Toc toc!

Sentì qualcuno bussare alla porta. Toc toc!
“Chi è?”, disse Lapo.
“Sono mamma”
Lapo spaventato non aprì.
Toc toc! “Sono tua mamma, apri!”
“Ti apro”, disse Lapo, rassegnato. “Ciao mamma!”
“Haaaaa!!!! Cosa ti è successo?”
“È stata la febbre, mi ha fatto scivolare, ho sbattutto e poi… e poi”
“Basta, basta parlare, ho capito tutto, cacciati questo vestito da matita”
“Ma, ma…”
La notte Lapo cercò su internet un medico che lo potesse aiutare, ma sfortunatamente con le sue braccia e le sue dita ruppe il computer. Era stanco, allora andò a dormire. Il giorno dopo, quando la mamma era andata a lavoro, bussarono alla porta.
Toc toc!
“Chi è?”
“Apri e vedrai”
Aprì e vide un foglio parlante.Storia divertente e surreale
“Tu parli?”
“Certo, proprio come te”.
Il signor Foglio disse: “Io ero un bambino solo che però amavo i fogli e a causa di una brutta febbre sono diventato così”
I due diventarono grandi amici fino a quando si trasformarono tutti e due in bambini, perché la sorte voleva che il loro sogno continuasse, quello di disegnare e amare i fogli. Si salutarono e Lapo andò via. Quando la mamma tornò a casa vide Lapo tutto felice e non gli impedì di disegnare.

Ilaria

Sentì qualcuno bussare alla porta. Toc toc!
Lapo aprì la porta: era un impiegato della “Grande azienda di disegni”, il grande sogno di Lapo. Questi si accomodò e disse: “Le offriamo un lavoro nella grande azienda”
Lapo ci pensò un po’ e poi accettò. Andò all’azienda e dovette firmare un contratto, ma non era abituato a scrivere da quando era diventato una matita e scrisse “Lampo”, sopraggiunse un lampo che demolì l’azienda, ma il corpo di Lapo si sollevò in aria e tornò come prima. Allora assunto nell’azienda (ne avevano costruita una nuova) Lapo seguì la sua carriera di disegnatore che per tanto tempo aveva sognato!

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Sentì qualcuno bussare alla porta. Toc toc!
Con la paura di essere scoperto, prima di aprire si coprì il corpo-matita con una veste grigia tutta ricoperta di toppe.
Con molta cautela e attenzione aprì la porta e ebbe una grande sorpresa… era il suo bisnonno che non vedeva dai tempi di quando era piccolo. Fortunatamente il suo bisnonno aveva problemi di vista e così non si accorse di niente.
“Nipotino mio, gli anni passano così in fretta ma le persone rimangono sempre le stesse”
Dopo un po’ si strofinò gli occhi, si pulì gli occhiali, si schiarì la voce e disse: “Caro mio, ti senti bene? Hai la febbre? Mi sa proprio che dovrò chiamare un medico”
“No, non ti scomodare, io sto alla perfezione”
“Bè, caro nipote, ci vediamo domani e mi raccomando stammi bene!”
Appena chiuse la porta iniziò a gironzolare per tutta la stanza, prese dalla tasca un foglio con la faccia preoccupata, con disegnate tante goccioline di sudore che scorrevano per il viso.
Il giorno dopo si svegliò alle 5 del mattino per evitare il suo bisnonno e soprattutto tutti i guai che avrebbe potuto causare quella situazione. Si avviò per le vie della città deciso a trovare un posto di lavoro come disegnatore. L’aria era silenziosa e Lapo saltellava da una parte all’altra per non lasciare tracce sospette, ma sfortunatamente sbucò fuori da un angolo Angela.
Lapo stupito esclamò: “Cosa ci fai tu qui a quest’ora del mattino?” ed ella rispose “Il lavoro di sarta è faticoso e noi di solito iniziamo molto presto a lavorare.”
Però in Lapo si scatenò all’improvviso una cosa strana: quando Lapo stava in compagnia di Angela si sentiva meglio. Così decise di dichiararle il suo più grande segreto: quello di essere una grande matita e la invitò quel pomeriggio stesso a casa sua.
Quando Angela arrivò in Lapo ci fu un po’ di tensione, ma quando stava per parlare arrivo il suo bisnonno per rovinare quella scena romantica: “Figliuolo, ti ho portato i medicinali così ti sentirai meglio”
Con un tono un po’ dispiaciuto Angela disse: “Beh Lapo, mi sa che dobbiamo rimandare il nostro appuntamento”
Il giorno dopo, prima di invitare Angela, si accertò che suo bisnonno non potesse interrompere di nuovo la serata. Quando Angela arrivò Lapo non ebbe il coraggio di parlare così si tolse il soprabito. A quell’immagine la ragazza rimase a bocca aperta, ma dopo lo consolò e capì la situazione che stava vivendo.
Quella stessa notte Lapo si disperò e si chiese perché proprio a lui dovevano succedere tutte queste cose strampalate. Erano le 11 di notte e stava andando a dormire quando distrattamente sbatté la testa alla mensola e svenne sul letto.
Il mattino seguente, così come si era risvegliato matita, si ritrovò con il corpo di umano e le sue dita di sempre.

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Sentì qualcuno bussare alla porta. Toc toc!
Lapo aprì la porta e vide uno con l’armatura, la spada e lo scudo: “Lei chi è?” disse Lapo
“Io sono Spartacus”, disse il signore agitando la spada. Si accomodarono tutti e due in salotto, si sedettero e Spartacus disse: “Io vengo da Kapua, ero il campione dei gladiatori al servizio del re Quinro, tutti gli schiavi si sono ribellati e hanno distrutto la casa di Batiato”.
Lapo disse: “Tu eri uno degli schiavi, vero?”
Spartacus disse: “Indovinato! La mia missione è riportare la pace nel mondo e ho bisogno di un alleato, vuoi venire con me?”
“Sì, ci sto”, affermò Lapo.
Cosa accadrà ai nostri due eroi?
Riporteranno la pace nel mondo?
Per sapere come andrà a finire comprate il prossimo libro. È un ordine!

Spartacus

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