FILASTROCCA SCARABOCCHIO

Una mattina
guardandosi le dita
Lapo scoprì di esser diventato
una grande matita

Una matita diventato?
Qualcuno deve avermi inventato!300df-immagine1
Sì, dev’esserci un errore.
Fosse stato per caso un autore?

Non ci son trucchi
solo scarabocchi
Dai, Lapo Matita
fa che i tuoi segni sian calamita
E attragan lo sguardo delle persone
persino quelle sul balcone
E fa che esclamino: è una margherita!
Quando è in realtà il disegno di una matita

Senti un po’, ma è da pazzi
disegnar sui palazzi
E se qualcuno me li cancella?
E se qualcuno chiude i cancelli?

No, tu non ti preoccupare
Pensa soltanto a disegnare
E fa che il mondo sia come una grande tela
E i tuoi sogni una bella barca a vela
Che ti faccian viaggiare
sopra ogni onda di mare

Sì, bravo tu, pensi solo a viaggiare
sopra ogni onda di mare
Quando io devo anche mangiare
e soprattutto lavorare

Caro Lapo Matita,
questa non è una partita
Si tratta di felicità
per me, per te e per tutta la città.

Ora capisco,
è tutto chiaro.
È come un disco.
Se la sua musica è bella
tutti possono ascoltarla,
anche Mirella.

Michele D'Ignazio_A scuola (copertina)

Michele D’Ignazio – A scuola (Rizzoli, 2014)

Bravo Lapo
ora puoi andare
Ma sta attento
a non inciampare!
E dì a tua madre
che può star tranquilla
È una brava ragazza
quella Mirella!


FILASTROCCA SCHIRIBIZZO

Caro Lapo, sei stato tu a dire
Voglio la vita
Temperata
Come una matita

E poi che sarà mai?
Al posto delle dita
Hai una matita
Al posto della testa
di grafite, hai una bella cresta
Al posto dei piedi
come vedi
hai una punta
Però, non ti impuntare
e vedrai che la tua storia
rimarrà nella memoria
delle persone divertenti
che fan vedere sempre i denti
e delle persone immaginose
a cui piaccion le mimose
e delle genti interessanti
che ogni giorno vanno avanti

E con Stella?
Come la mettiamo con quella?
E con Franco?
Che è sempre stanco!
E il magnate?
Quello è un magnete.
Ha sempre sete.
Non mi lascia in pace.
È sempre vorace.
Vuole farmi fare un programma.
Oh, mamma!
No, io il programma non lo voglio fare!
Voglio solo disegnare.

Lapo, fai una faccia
che mai si dispiaccia!
Fanne una tosta
e portala alla posta!
Fanne una bella
e regalala a Mirella!

FILASTROCCA PASTROCCHIO

Caro scrittore, io ho un po’ fretta
allora dimmi, quale destino mi spetta?
Sono curioso di ascoltare
Di sicuro la storia vorrai continuare

Caro Lapo, ho già proseguito
Non ho mai smesso di sentirmi ispirato
Ti aspettano storie avvincenti
e una vita fatta di spostamenti.

No, non ho capito
Vuoi fare di me un emigrato?
Non ho tempo per viaggiare
Io voglio solo disegnare

Pensavo a te come un avventuriero
Che solca i mari con un veliero
Alla ricerca di un tesoro
Che vale più di ogni lavoro.

Una matita pirata?
Ma è una cosa inaudita!
Dovrei disegnarmi anche la benda!
No, no, questa non è una bella vicenda.

Allora esplorerai lo spazio profondo
e lo farai ogni secondo
Disegnerai tutte le stelle
e mangerai solo frittelle

Una matita astronauta?
Ma io non sono un pilota!
Caro scrittore, io ho un sospetto
che tu voglia farmi un bel dispetto!

Metti in dubbio la mia fantasia
tu che non hai mai scritto una poesia
Sentiamo un po’ cos’hai da dire
già mi sembra di impazzire

Non voglio farti arrabbiare
ma alle piccole cose devi pensare
E se anziché arrivare su ogni stella
non ripartissimo da Mirella?

Filastrocca Trequanda

Storia divertente e surreale

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storia-di-una-matita-5

LA FILASTROCCA DELL’ALBERO DI MATITE

Era un giorno di sole
e in un piccolo paese di mare
si fece una scoperta sensazionale

Spuntò improvviso un alberoStoria di una matita. A casa (Copertina)
con un tronco alto
una chioma folta
dei rami forti
ma con dei frutti
che lasciarono tutti
ma proprio tutti
a bocca aperta

Non era un pero o un melo
e neanche una mimosa o una vite
ma un bell’albero di matite

Ce n’eran di gialle
di belle
e alcune sembravan delle stelle

Ce n’erano di rosse
di grosse
e alcune avevan la tosse

Ce n’era di blu
or su!
E pendevano con la punta in giù

I cittadini di quel piccolo paese
non potevano credere alla loro vista
e di tante ipotesi fecero una lista

Sarà mica uno strano esperimento
che ci farà prendere un bello spavento?
Magari opera di scienziati imprudenti
che fan cadere tutti i denti?

Sarà mica una nuova politica del governo
che vuol regalare tante matite per ogni quaderno?
O l’errore di un contadino
che ha bevuto troppo vino?

No, forse da solo deve essere nato
essendo questa terra ricca di grafite
che è il minerale di cui sono fatte le matite

“E comunque l’albero va abbattuto!”
Tuonò il sindaco, sempre più cocciuto
“I suoi frutti non son buoni per mangiare
e qui tutti abbiamo figli da sfamare!”

“Sì, ma con le matite si può disegnare!”
gridò una bambina, a cui nessuno fece caso.
Venne anzi presa per ficcanaso!

“Cara bambina, queste sono questioni importanti
Come quella volta in cui ci fu l’invasione degli elefanti.
È a noi grandi che la decisione spetta
e dobbiamo fare pure in fretta
i nostri uffici son rimasti vuoti
e così rischiamo di perder voti.
Salta in sella alla tua bici
Mentre noi dell’albero tiriamo le radici”

E quando il sindaco chiamò il trattore
gli occhi della bambina si riempirono di dolore
Ma quando il potente mezzo attaccò
nessuna foglia si staccò

E così ruspando
arrivò una ruspa
sembrava destinata a scatenar una tempesta
ma il guidatore era piccolo e simpatico
e al grande albero di matite
fece solo un po’ di solletico

E neanche una potente sega elettrica
il tronco riuscì a scalfire
e tra i grandi nessuno poteva capire

Il maestoso albero di matite
non poteva essere sradicato
perché nel cuore della bambina
era ormai cresciuto

I pensieri nella sua mente
facevano il tronco resistente
il respiro tra le sue narici
dava forza alle radici
e le sue tante idee
eran belle e rare come orchidee

La sua testa era una gran festa
e nessuno, neanche il sindaco
avrebbe potuto dire “Basta!”

Perché la bambina era ormai lontana
felice, con i suoi tanti amici
e rincorrevano l’aria con le loro bici

Albero di Matite

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