Qui riporto alcuni dei dialoghi più spiazzanti e divertenti avuti con i bambini

– … Ma la città era ormai piena di ghirigori… qualcuno sa cosa sono i ghirigori?
– Sì, io! I calci ghirigori!

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Bianca è una bambina simpatica, sicura di sé e geniale, dalla risposta mai banale:
B: “Sai, sto scrivendo un romanzo da 8 anni”
Io: “Quanti anni hai?”
B: “8. L’ho pensato quando ero nella pancia”

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Durante il gioco La piazza che vorrei, in cui i bambini, divisi in gruppi, disegnano su un grande foglio bianco tutto quello che vorrebbero trovare in una piazza, vedo un bambino che rimane pensieroso a fissare il foglio.
– Non mi viene niente – mi dice.
– Allora scrivi in un angolo della piazza i vostri nomi
Chiedo sempre ai bambini di scrivere i loro nomi sui disegni che fanno.
Il bambino inizia a scrivere i nomi, incasellati in dei rettangoli che mi ricordano i mattoncini che compongono alcune piazze. Allora dico:
– Sai che da qualche parte, negli Stati Uniti d’America ad esempio, si costruiscono le piazze con un piccolo contributo volontario delle persone. Facciamo che io metto 10 euro e contribuisco a comprare uno dei 1000 mattoni che servono per costruire la piazza. Su quel mattone ci sarà scritto il mio nome e la piazza sarà una piazza piena di nomi, ovvero le persone che hanno reso possibile la costruzione.
– Sì, ho capito, qui da noi si fa con le statue, vedo sempre dei nomi sotto le statue.
– Uhm… è vero – dico – ma mi sa che il funzionamento è diverso.
Però sorridendo mi sono lasciato affascinare dall’idea di Garibaldi o Cavour che, alla fine delle loro vite, pronunciarono le ultime volontà con queste parole: “vi lascio tutto il mio patrimonio, ma costruitemi tante statue! Mi raccomando…”

Alcun pensieri dei bambini, che mi hanno detto e scritto, e che mi sono piaciuti:

“Sei stato gentile ad aver scritto il libro” V.
“Grazie per lasciarci questa fantasia” P.

matita3 - Copia

Una possibile continuazione della storia: Stella paracadutata dall’ultimo piano del grattacielo, dove sta l’ufficio del magnate!

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Il gioco con i cartelli è molto divertente da fare con i bambini. Lapo, andando avanti e indietro per le vie della città, rischia di modificare la segnaletica stradale. Allora immaginiamo qualche piccolo-grande cambiamento dei nostri cartelli!
E, modificando, si apprende il vero significato della segnaletica.

matita3 - Copia

Durante il gioco Lapo sognava di fare il disegnatore e si è trasformato in una matita, io invece mi trasformerei in…
Una bambina di 8 anni mi fa:
– Io mi trasformerei in un martello, ma non un martello normale, quello che usano i giudici per le sentenze, perché io da grande voglio fare il giudice e mandare Berlusconi in galera, se è ancora vivo…