Sogni e metamorfosi

Storia di una matita_Copertina (alta risoluzione)

Partiamo dal primo libro: Storia di una matita. È la storia di un ragazzo di nome Lapo che ha un sogno: diventare un bravissimo illustratore. Lo spera talmente tanto che, una mattina, a partire dalle sue dita, si ritrova trasformato in una gigantesca matita. Ovvero nell’oggetto che più utilizza. O meglio, nel suo sogno.

Il gioco del “Mi vorrei trasformare in…” è uno dei primi che ho sperimentato. E rimane ancora oggi uno dei miei preferiti.
“Abbiamo detto che Lapo si è trasformato in una matita, perché sognava di fare il disegnatore. E tu? Cosa sogni? E in cosa rischi di trasformarti?”

Date un’occhiata ai disegni sotto, cliccandoci su, ne troverete di belle. C’è la “sezione” oggetti (tecnologici e non) ma anche quella animali, di cui i bambini nutrono sempre un grande fascino.

Si parte con l’idea (magari un veloce brain-storming in classe, saltando di banco in banco), poi si chiede ai bambini di disegnare loro stessi a metamorfosi completata. Infine arriva la parte narrativa, provando a scrivere delle storie, cercando di capire il perché delle loro trasformazioni, negli aspetti positivi e negativi.

Perché ti sei trasformata in un I-pad? Perché in delle stoffe o in delle pastiglie moment? Com’è la vita da compasso? E quella di coccodrillo? Perché, trasformato in un coccodrillo, vuoi mangiare tua madre?

Qui il discorso si allarga e si può andare in profondità.
Si parla di sogni, di passioni, di cose divertenti che i bambini fanno, di oggetti che spesso utilizzano. E credo sia giusto tenere le maglie un po’ larghe perché i bambini, immedesimandosi in un oggetto (o in un animale) parlano di loro, si aprono, attraverso questa forma di comunicazione indiretta. Descrivono loro stessi. Sono a volte critici e dubbiosi su ciò che fanno. Altre volte, soddisfatti e compiaciuti.

Disegni dei bambini della scuola elementare di Cesenatico

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